85a Relazione annuale, 2014/15

28 giugno 2015

Nella principale rassegna economica dell'anno, la BRI invita ad adottare una prospettiva di più lungo periodo nella conduzione delle politiche economiche, al fine di ripristinare una crescita economica sostenibile e bilanciata.

Capitoli a contenuto economico della Relazione annuale: Sintesi | Versione integrale (153 pages)

Interventi e presentazioni di Jaime Caruana, Direttore generale; Claudio Borio, Capo del Dipartimento monetario ed economico; Hyun Song Shin, Consigliere economico e Capo della Ricerca

Dichiarazioni rilasciate da Claudio Borio, Capo del Dipartimento monetario ed economico, alla teleconferenza stampa del 24 giugno 2015.

85a Relazione annuale, per capitoli

I. Se l'impensabile diventa ordinario
Globalmente i tassi di interesse risultano straordinariamente bassi da un periodo eccezionalmente lungo, in termini sia nominali sia depurati dall'inflazione, e in base a qualsiasi parametro. Il livello così basso dei tassi di interesse è il sintomo più evidente del malessere generale che affligge l'economia mondiale: l'espansione economica è sbilanciata, gli oneri debitori e i rischi finanziari sono ancora troppo elevati, la crescita della produttività è troppo bassa e lo spazio di manovra delle politiche macroeconomiche troppo limitato. More...
II. I mercati finanziari internazionali ancora dipendenti dalle banche centrali
Nell'anno trascorso le politiche monetarie accomodanti hanno continuato a sostenere i prezzi nei mercati mondiali delle attività, mentre le aspettative divergenti riguardo alle politiche della Federal Reserve e della BCE hanno spinto il dollaro e l'euro in direzioni opposte. Parallelamente all'impennata del dollaro, i corsi del petrolio hanno segnato una drastica flessione, sotto l'effetto combinato delle attese su produzione e consumi, degli atteggiamenti nei confronti del rischio e delle condizioni finanziarie. More...
III. Dalla sfera finanziaria alla sfera reale
Il crollo dei corsi petroliferi e l'impennata del dollaro USA hanno avuto un ruolo di primo piano per l'attività mondiale nell'anno in rassegna. Questi due importanti cambiamenti, intervenuti in mercati chiave, hanno colto le economie a stadi diversi dei rispettivi cicli economici e finanziari. Nelle economie avanzate è proseguita la fase ascendente della congiuntura, e la crescita è tornata a fare capolino anche in vari paesi dell'area dell'euro colpiti dalla crisi. More...
IV. Ancora un anno di accomodamento monetario
La politica monetaria ha continuato a essere eccezionalmente accomodante. Molte autorità hanno optato per un allentamento o un rinvio dell'inasprimento. Alcune banche centrali hanno affiancato a tassi già bassissimi programmi di acquisti su larga scala di attività finanziarie. Nelle principali economie avanzate le banche centrali hanno seguito traiettorie alquanto divergenti, ma tutte hanno continuato a temere i pericoli di un'inflazione ampiamente al disotto dell'obiettivo. More...
V. Il sistema monetario e finanziario internazionale
Da tempo si dibatte su quale sia la configurazione ottimale degli assetti monetari e finanziari internazionali per l'economia mondiale. Un importante difetto del sistema attuale è che tende ad aumentare il rischio di squilibri finanziari, portando a cicli di boom e bust del credito e dei prezzi delle attività che comportano gravi conseguenze macroeconomiche. Tali squilibri si verificano spesso simultaneamente in più paesi, traendo vigore da effetti di propagazione internazionale di vario tipo. More...
VI. Rischi vecchi e nuovi nel panorama finanziario
Di fronte alla persistenza di tassi di interesse bassi nelle economie avanzate, si è verificata un'evoluzione dei rischi nel sistema finanziario. Malgrado i considerevoli sforzi compiuti per rafforzare le posizioni patrimoniali e di liquidità, le banche nelle economie avanzate sono ancora oggetto di scetticismo da parte dei mercati. Di conseguenza, esse hanno perso parte del loro tradizionale vantaggio in termini di provvista sui potenziali clienti. More...