III. Dalla sfera finanziaria alla sfera reale

28 giugno 2015

Il crollo dei corsi petroliferi e l'impennata del dollaro USA hanno avuto un ruolo di primo piano per l'attività mondiale nell'anno in rassegna. Questi due importanti cambiamenti, intervenuti in mercati chiave, hanno colto le economie a stadi diversi dei rispettivi cicli economici e finanziari. Nelle economie avanzate è proseguita la fase ascendente della congiuntura, e la crescita è tornata a fare capolino anche in vari paesi dell'area dell'euro colpiti dalla crisi. Parallelamente, in alcune delle economie più danneggiate dalla Grande Crisi Finanziaria sta giungendo a termine la fase discendente del ciclo finanziario. Le distorsioni allocative connesse al boom finanziario pre-crisi, tuttavia, continuano a frenare la crescita della produttività. Altri paesi meno colpiti dalla crisi, in particolare molte EME, sono alle prese con un ordine diverso di problematiche. Il cambiamento delle condizioni internazionali ha coinciso con un indebolimento della crescita del prodotto e con picchi dei cicli finanziari interni. Vi è il pericolo che nelle EME il rallentamento della crescita faccia emergere vulnerabilità finanziarie. Una migliore gestione macroeconomica e strutture finanziarie più robuste, compreso l'allungamento delle scadenze del debito e una minore esposizione al rischio valutario, hanno accresciuto la resilienza di queste economie. Ma l'ammontare complessivo di debito è aumentato, e lo spostamento dell'attività di finanziamento dalle banche ai mercati dei capitali potrebbe comportare nuovi rischi.