IV. Ancora un anno di accomodamento monetario

28 giugno 2015

La politica monetaria ha continuato a essere eccezionalmente accomodante. Molte autorità hanno optato per un allentamento o un rinvio dell'inasprimento. Alcune banche centrali hanno affiancato a tassi già bassissimi programmi di acquisti su larga scala di attività finanziarie. Nelle principali economie avanzate le banche centrali hanno seguito traiettorie alquanto divergenti, ma tutte hanno continuato a temere i pericoli di un'inflazione ampiamente al disotto dell'obiettivo. In gran parte delle altre economie i tassi di inflazione si sono allontanati dagli obiettivi, risultando sorprendentemente bassi o elevati. Lo scostamento dell'inflazione dai livelli attesi e le incertezze circa le cause di variazione dei prezzi sottolineano il carattere lacunoso delle conoscenze del processo inflativo, in particolare per quanto riguarda le sue determinanti di medio e lungo periodo. Al tempo stesso, i segnali di crescenti squilibri finanziari in tutto il mondo evidenziano i rischi delle politiche monetarie accomodanti. La persistenza di queste politiche dalla crisi solleva interrogativi sull'adeguatezza degli attuali quadri di riferimento della politica monetaria e induce a credere che la sfida più importante consista nel risolvere le tensioni fra stabilità dei prezzi e stabilità finanziaria. A tal fine, occorre in particolare che i quadri di riferimento della politica monetaria tengano conto in maniera più sistematica delle considerazioni di stabilità finanziaria.